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Notifica per violazione art.126 bis comma 2
Autore Messaggio del 01/06/10 - 14:13 #1
C R

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Buongiorno,

volevo un chiarimento e qualche consiglio in merito ad una multa che ho ricevuto.

Il 10/6/09 mi è stata notificata una contravvenzione per T-red, pagata regolarmente il 24/6/09.

In data 15/5/2010 mi è stata notificata una nuova contravvezione per violazione all' art.126 bis comma 2 (non ho comunicato i dati del conducente, che ero io, ... semplicemente perché non sapevo di doverlo fare!!).

Al prosposito ho due domande:

1- ho trovato il verbale originale (quello del 2009, della multa che ho pagato) e ho notato che in effetti c'era scritto di presentarsi entro 60 gg in un ufficio di Polizia o Carabinieri o Polizia Municipale per confermare i dati del conducente. Però questa nota era scritta DOPO l'informazione circa il cosa fare per un eventuale ricorso. Suppongo quindi di aver letto il verbale fino a quel punto, semplicemente perché non volevo fare ricorso (non già perché non pensavo di averne diritto, quanto perché la lunbgaggine burocratica è spesso superiore all'importo della multa..). Forse sarebbe meglio annotare i DOVERI prima delle possibilità?

Sarebbe bene porre con maggiore evidenza la richiesta della comunicazione dei dati del conducente entro i 60 giorni!

2- So che la notifica dell'infrazione deve avvenire entro 150 giorni dall'accertamento dell'infrazione. Mi chiedo se anche nel caso della violazione del 126 bis comma 2 valgano le stesse tempistiche. Avendo ricevuto la notifica circa 11 mesi dopo la prima contravvenzione e comunque circa 9 mesi dopo la mia mancata comunicazione dei dati del conducente, posso presupporre che ci si ritrovi nel caso in cui questa notifica mi è stata comunicata ben oltre i limiti prestabiliti dalla legge?

grazie mille per la vostra risposta

ciao

CR

Autore Messaggio del 01/06/10 - 17:53 #2
Massimo Raffaele

Operatore di settore
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Originale postato da C R

Buongiorno,

volevo un chiarimento e qualche consiglio in merito ad una multa che ho ricevuto.

Il 10/6/09 mi è stata notificata una contravvenzione per T-red, pagata regolarmente il 24/6/09.

In data 15/5/2010 mi è stata notificata una nuova contravvezione per violazione all' art.126 bis comma 2 (non ho comunicato i dati del conducente, che ero io, ... semplicemente perché non sapevo di doverlo fare!!).

Al prosposito ho due domande:

1- ho trovato il verbale originale (quello del 2009, della multa che ho pagato) e ho notato che in effetti c'era scritto di presentarsi entro 60 gg in un ufficio di Polizia o Carabinieri o Polizia Municipale per confermare i dati del conducente. Però questa nota era scritta DOPO l'informazione circa il cosa fare per un eventuale ricorso. Suppongo quindi di aver letto il verbale fino a quel punto, semplicemente perché non volevo fare ricorso (non già perché non pensavo di averne diritto, quanto perché la lunbgaggine burocratica è spesso superiore all'importo della multa..). Forse sarebbe meglio annotare i DOVERI prima delle possibilità?

Sarebbe bene porre con maggiore evidenza la richiesta della comunicazione dei dati del conducente entro i 60 giorni!

2- So che la notifica dell'infrazione deve avvenire entro 150 giorni dall'accertamento dell'infrazione. Mi chiedo se anche nel caso della violazione del 126 bis comma 2 valgano le stesse tempistiche. Avendo ricevuto la notifica circa 11 mesi dopo la prima contravvenzione e comunque circa 9 mesi dopo la mia mancata comunicazione dei dati del conducente, posso presupporre che ci si ritrovi nel caso in cui questa notifica mi è stata comunicata ben oltre i limiti prestabiliti dalla legge?

grazie mille per la vostra risposta

ciao

CR

Buon pomeriggio. Provo a rispondere ai tuoi quesiti.

1) l'art. 126-bis, comma 2, del Codice della Strada, prevede l'obbligo di fornire i dati del conducente. Tale obbligo, anche in analogia a quanto disposto dall'art. 180, comma 8, deve essere reso noto al destinatario mediante invito contenuto nel verbale stesso o appositamente e separatamente notificato. Il principio è quello secondo cui per poter assoggettare alla relativa sanzione il trasgressore, egli deve essere stato messo a conoscenza con certezza, dell'obbligo cui doveva assolvere. Per questo motivo, in caso di ricorso, può essere oggetto di valutazione ai fini dell'annullamento del verbale, il fatto che l'invito non fosse chiaramente individuabile e ben evidenziato. Personalmente sono d'accordo con te sul fatto che l'interesse pubblico è quello di conoscere chi ha commesso la violazione per poterlo punire e non di "nascondere" l'invito per poter fare più verbali. Alla stessa maniera, però, non credo affatto che lo scopo del comando verbalizzante fosse quello ma purtroppo, spesso le polizie municipali devono sottostare a regole di stampa imposte da chi gli fornisce il servizio.

2) I 150 giorni decorrono dalla data in cui la violazione è stata accertata, anche per il 126-bis. In questo caso si considera commessa la violazione il primo giorno lavorativo utile successivo alla scadenza del termine per comunicare i dati. Nel tuo caso il verbale è stato notificato il 10/06/2009 quindi si va al 10/08/2009. Pertanto la violazione è stata commessa il 11/08/2009 (il giorno della notifica non si conta, per la decorrenza dei termini).  Il verbale ti è stato quindi notificato con 127 giorni di ritardo rispetto ai 150 giorni utili, scaduti il 08/01/2010. Salvo giustificato motivo per il ritardo, il ricorso dovrà necessariamente essere accolto.

Spero di essere stato utile.


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Massimo

Autore Messaggio del 01/06/10 - 18:26 #3
C R

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Originale postato da MASSIMO RAFFAELE

Buon pomeriggio. Provo a rispondere ai tuoi quesiti.

1) l'art. 126-bis, comma 2, del Codice della Strada, prevede l'obbligo di fornire i dati del conducente. Tale obbligo, anche in analogia a quanto disposto dall'art. 180, comma 8, deve essere reso noto al destinatario mediante invito contenuto nel verbale stesso o appositamente e separatamente notificato. Il principio è quello secondo cui per poter assoggettare alla relativa sanzione il trasgressore, egli deve essere stato messo a conoscenza con certezza, dell'obbligo cui doveva assolvere. Per questo motivo, in caso di ricorso, può essere oggetto di valutazione ai fini dell'annullamento del verbale, il fatto che l'invito non fosse chiaramente individuabile e ben evidenziato. Personalmente sono d'accordo con te sul fatto che l'interesse pubblico è quello di conoscere chi ha commesso la violazione per poterlo punire e non di "nascondere" l'invito per poter fare più verbali. Alla stessa maniera, però, non credo affatto che lo scopo del comando verbalizzante fosse quello ma purtroppo, spesso le polizie municipali devono sottostare a regole di stampa imposte da chi gli fornisce il servizio.

2) I 150 giorni decorrono dalla data in cui la violazione è stata accertata, anche per il 126-bis. In questo caso si considera commessa la violazione il primo giorno lavorativo utile successivo alla scadenza del termine per comunicare i dati. Nel tuo caso il verbale è stato notificato il 10/06/2009 quindi si va al 10/08/2009. Pertanto la violazione è stata commessa il 11/08/2009 (il giorno della notifica non si conta, per la decorrenza dei termini).  Il verbale ti è stato quindi notificato con 127 giorni di ritardo rispetto ai 150 giorni utili, scaduti il 08/01/2010. Salvo giustificato motivo per il ritardo, il ricorso dovrà necessariamente essere accolto.

Spero di essere stato utile.


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Massimo

Grazie mille per la tua risposta Massimo.

In quanto al "giustificato motivo", premetto che non ho cambiato residenza nè altro.. quale potrebbe essere dunque un motivo giustificato? 

Perdona la banalità della domanda.. cosa posso fare quindi per fare ricorso? Posso semplicemente recarmi al comando della polizia municipale che mi ha inviato il verbale (Cesano Boscone, provincia di Milano) o posso rivolgermi all'ufficio che ha effettuato l'accertamento (comando di Via Turati a Milano città)? 

Devo comunque pagare prima di poter fare ricorso?

grazie mille

CR

Autore Messaggio del 01/06/10 - 18:41 #4
Massimo Raffaele

Operatore di settore
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Grazie mille per la tua risposta Massimo.

In quanto al "giustificato motivo", premetto che non ho cambiato residenza nè altro.. quale potrebbe essere dunque un motivo giustificato? 

Perdona la banalità della domanda.. cosa posso fare quindi per fare ricorso? Posso semplicemente recarmi al comando della polizia municipale che mi ha inviato il verbale (Cesano Boscone, provincia di Milano) o posso rivolgermi all'ufficio che ha effettuato l'accertamento (comando di Via Turati a Milano città)? 

Devo comunque pagare prima di poter fare ricorso?

grazie mille

CR

Non ce ne sono molti altri, di giustificati motivi. A volte gli addetti al recapito postale respingono il plico anche se dovrebbe essere notificato per compiuta giacenza e quindi il comando procecente provvede ad una nuova notifica (ma normalmente tramite messi notificatori). In quel caso, però, puoi far valere il fatto che tu non ti sei mai trasferito e quindi l'errore è della pubblica amministrazione. Diverso è se è stato respinto come "destinatario sconosciuto" e tu non hai il nome sul campanello o la buca delle lettere a tuo nome... Lì bisognerebbe valutare. Leggendo ciò che hai scritto, mi sembra di capire che il verbale ti è stato notificato per il tramite della Polizia Municipale di Cesano Boscone, su richiesta di quella di Milano alla quale in tutta probabilità, il servizio postale ha respinto il piego, quindi... occhio! Potrebbe davvero esserci un buon motivo per il ritardo. Ti conviene andare al Comando che ha elevato la contravvenzione e chiedere di visionare gli atti.

Per fare ricorso devi semplicemente scrivere le tue ragioni indirizzandole al prefetto del luogo della commessa violazione e spedendole direttamente a lui o per il tramite dell'organo di polizia che ha accertato la violazione. In quest'ultimo caso puoi anche consegnarlo a mani ma fatti fare la ricevuta.

NON PAGARE IL VERBALE. Se paghi, il ricorso diventa inammissibile.

Resto a disposizione.


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Massimo

Autore Messaggio del 03/06/10 - 02:44 #5
Fabrizia Vaccarella

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Salve a tutti,

sono residente in Corso XXII all'altezza dell'incrocio con via Bronzetti e via Cadore.

Da quando sono stati collocati due nuovi capolinea degli autobus all'inizio di via Cadore, i parcheggi ai lati sono stati drasticamente ridotti, non solo a causa degli spazi ragionevolmente occupati dagli autobus, ma sono diventati non occupabili anche quelli a fianco dei giardini del parco di Largo Marinai d'Italia,  il cui accesso è reso impossibile dall'istallazione di pali di metallo.

Non  vi sono ragioni logiche per un tale spreco di spazio; i posteggi spesso sono vuoti perché non raggiungibili, e tutto fa pensare alla  volontà da parte dell'ATM di fare cassa con i c.d. parcheggi blu.

La situazione è drammatica, e chiedo se qualcuno è al corrente di reclami a tal proposito o di futuri cambiamenti.

Peraltro, forse perchè consapevoi delle difficoltà dei residenti, la polizia locale di via Bezzecca è estremamente ragionevole e spesso tollerante.

Vergognosi invece sono gli ausiliari della sosta, che non riflettono su quel che fanno e quando passano "fanno strage" , ai limiti del ridicolo , perché li ho visti nascondersi dietro le auto dopo aver redatto i verbali.

Teatrino a parte, ringrazio in anticipo chi sia in grado di darmi indicazioni in merito.

Cordialità

Faber


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Faber